Diatermia

Apparecchiature per la diatermia


Conosciuta nel Nord e Centro Europa come " Terapia dei 100.000 V ", la Diatermia (traduzione delle parole greche caldo e profondo) ha una lunga storia che affonda le sue radici a fine ‘800, secolo in cui Heinrich Herz teorizzò l'esistenza delle onde elettromagnetiche e Nicola Tesla costruì un generatore ad alta frequenza che consentiva la generazione di altissime tensioni. La prima applicazione delle correnti ad alta frequenza per scopi terapeutici risale però al 1892 per opera del fisiologo francese Jacques Arséne d'Arsonval, mentre lo sviluppo della tecnologia utile per la costruzione di apparecchiature medicali avviene ad inizi ‘900 per opera di Otto Nuhr e Karl Franz Nagelschmidt.
E’ datata 1906 la prima apparecchiatura per Diatermia frutto dell’opera di Nagelschmidt che adottò un particolare sistema di placche, oggi in uso per la trasmissione di correnti ad alta frequenza nei tessuti. Lo scopo di questa nuova metodologia è quello di provocare una rilevante vasodilatazione all'interno dei tessuti, sfruttando, mediante l’opportuno posizionamento di placche metalliche, l’aumento di temperatura anche in strati profondi di diversi centimetri di spessore .

"Essendo un circuito R-C (resistenza-condensatore) l’equivalente elettrico del corpo umano
è evidente e dimostrabile che correnti diatermiche di differenza frequenza hanno un comportamento ed un interazione diversa con il corpo umano. Per questa ragione le moderne diatermie sono dotate di diverse frequenze applicative al fine di permettere di interagire con i tessuti definiti resistivi (ossa, tendini importanti, ecc…) oppure con tessuti definiti capacitivi (muscoli, tessuti molli, ecc…)".


Con lo scopo di fornire all'operatore uno strumento per poter, selettivamente, trasferire energia nei biotessuti con caratteristiche di conduzione diversi (tessuto connettivale, muscoli, tendini, grasso ecc) Mectronic Medicale ha realizzato “diatermia Pharon”, dotata anche della modalità automatica-sequenziale operatore indipendente.