Ulcere cutanee: una piaga sempre più frequente

L’ultima frontiera nel trattamento non invasivo è THEAL Therapy

Dolorose, croniche e invalidanti, sono le ulcere cutanee che affliggono milioni di italiani e che da oggi possono essere curate con THEAL Therapy, che consente di migliorarle già dalla prima seduta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Venose, da decubito e diabetiche: sono le ulcere cutanee, lesioni croniche che invalidano in Italia due milioni di persone e che sono dovute ad un mancato processo di riepitelizzazione. Le ferite dunque non si rimarginano poiché manca il tessuto circostante e il loro decorso, specie per quelle croniche, è superiore alle 8-10 settimane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Secondo gli studi effettuati dall’AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee Onlus) le percentuali dei pazienti affetti da lesioni croniche cutanee parlano chiaro: le ulcere da decubito colpiscono circa l’8% degli ospedalizzati e tra il 15% e il 25% di coloro che sono ricoverati in struttura adibite alla lunga degenza. Nello specifico, le ulcere degli arti inferiori è dell’1% nella popolazione generale con un picco del 3.6% nella popolazione con età superiore a 65 anni e appartenenti ad un ceto medio basso.
 
 
 
Per la loro cura arriva una innovativa tecnica: THEAL Therapy (Temperature controlled High Energy Adjustable multi-mode emission Laser) ovvero la laserterapia a energia modulata e termo controllata, punto di arrivo dopo anni di ricerca, tecnologia e innovazione che ha stabilito un nuovo standard nel settore.
 
 
 
 
“Solitamente le ulcere nel piede di Charcot non sono particolarmente dolorose. Vi sono però un numero assai consistente di casi in cui il paziente viene dal medico non tanto per l’ulcera quanto per il dolore. Particolarmente efficace nel trattamento dei dolori neuropatici di questo tipo si è rilevata essere la luce laser ad energia modulata e termo controllata di THEAL Therapy. Inoltre THEAL Therapy, grazie alla possibilità di mixare tra di loro 4 differenti lunghezze d’onda, consente di ottenere un ottimo effetto fotochimico di rigenerazione tissutale, fondamentale per la cura delle ulcere cutanee.
 
 
Dr. Casale - Direttore Scientifico di Habilita e responsabile dell’ambulatorio di fibromialgia di Habilita Poliambulatorio San Marco Bergamo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vista la crescente mole di pazienti che soffrono di ulcere cutanee invalidanti, come riportato dal rapporto ISTAT secondo cui la popolazione ultraottantenne italiana passerà dagli attuali 2,9 a 7,7 milioni entro il 2030, la THEAL Therapy rappresenta la nuova frontiera per guarire bene e rapidamente senza effetti collaterli. Infatti, numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato l’efficacia della luce laser ed in particolare della luce laser nel range 630nm – 670nm nel trattamento delle ulcere cutanee.
 
 
 
 
 
THEAL Therapy, a differenza di altri dispositivi dotati di tecnologia laser, consente di erogare 2W a 650nm e di mixare altre lunghezze d’onda come 810nm, 980nm e 1064nm al fine di personalizzare la terapia. Inoltre grazie alla possibilità di modulare l’emissione e di controllare termicamente la temperatura dei tessuti biologici durante la terapia è possibile massimizzare l’effetto fotochimico atto a promuovere ed accelerare la rigenerazione tissutale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I risultati ottenuti con THEAL Therapy nel trattamento delle ulcere cutanee sono eccellenti, percepibili fin dalla prima seduta e senza alcun tipo di effetto collaterale. THEAL Therapy è un alleato fondamentale nella cura delle ferite e, grazie alla capacità di modulare l’energia della luce e di controllarla termicamente, consente di ottenere ottimi risultati anche nel trattamento di molteplici patologie muscolo-scheletriche. Dunque una soluzione che risolverebbe un problema enorme per gli anziani allettati ma anche per chi soffre di malattie della pelle e di diabete costretti a lunghe degenze nelle strutture ospedaliere, con conseguente crescita dei costi di gestione del malato.
 
 
 
Infatti, in termini economici il trattamento delle ulcere cutanee comporta una spesa non indifferente: secondo il rapporto inglese THIN-The Health Improvement Network stilato tra il 2012 e il 2013, la gestione delle lesioni dal punto di vista economico si aggira intorno ai 4-5,1 miliardi di sterline all’anno, spesa paragonabile al budget speso per combattere l’obesità e più in generale rappresenta il 4% dei costi totali del sistema sanitario della Gran Bretagna. 
 
 
 
 
 
 
 
 
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